{"id":44055,"date":"2026-05-04T22:15:42","date_gmt":"2026-05-04T22:15:42","guid":{"rendered":"https:\/\/skgz.org\/?post_type=news&#038;p=44055"},"modified":"2026-05-25T10:16:04","modified_gmt":"2026-05-25T10:16:04","slug":"francesco-russo-la-storia-non-deve-tornare-indietro","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/skgz.org\/it\/news\/francesco-russo-la-storia-non-deve-tornare-indietro\/","title":{"rendered":"Francesco Russo: &#8220;La storia non deve tornare indietro&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla tradizionale festa del Primo Maggio di San Floriano del Collio (\u0160teverjan) gli oratori principali sono stati la presidente regionale della SKGZ Nives Cossutta, e il vicepresidente del Consiglio regionale del FVG Francesco Russo. Pubbliciamo l\u2019intervento di Francesco Russo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dragi prijatelji in dragi tovari\u0161i. Zelo mi je v veselje in \u010dast, da sem danes tukaj z vami.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Resistenza, Liberazione e il Lavoro sono la grammatica che \u00e8 alla base del romanzo della nostra democrazia. Un romanzo che non \u00e8 finito una volte per tutte. Un romanzo che continua a scriversi, pagina dopo pagina, con il procedere della storia. E sappiamo bene che oggi quelle pagine possono rivelarsi esaltanti ma anche, di nuovo, preoccupanti. A volte persino tragiche. Per questo fare memoria non \u00e8 ripetere un ricordo stanco e sbiadito. Fare memoria significa rendere vivi quei valori, quella grammatica di base. Significa attualizzare esperienze, ideali, solidariet\u00e0. Significa scegliere ogni giorno da che parte stare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Qui, in queste nostre terre di confine, questo messaggio ha un significato ancora pi\u00f9 profondo. Qui sappiamo bene che le identit\u00e0 non si cancellano: ma possono riconoscersi, rispettarsi, intrecciarsi. E sappiamo cosa significa quando questo non accade. Sappiamo cosa significa quando a un popolo viene negato il diritto di parlare la propria lingua, di educare i propri figli secondo la propria cultura, di esprimere liberamente la propria identit\u00e0. Per questo la Liberazione non \u00e8 solo una data. \u00c8 una responsabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le generazioni del dopoguerra ci hanno consegnato conquiste straordinarie. La democrazia. I diritti sociali. Il lavoro come fondamento della Repubblica. Ma non sono conquiste scontate. Non lo sono mai state. E non lo sono oggi. Lo vediamo nel mondo: popoli oppressi, libert\u00e0 negate, identit\u00e0 cancellate. Lo vediamo anche pi\u00f9 vicino a noi, quando riemergono linguaggi di forza, logiche di dominio, tentazioni autoritarie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Papa Leone XIV ha parlato con chiarezza: \u201cuna manciata di tiranni sta devastando il mondo\u201d, ma a loro ha detto che la forza non d\u00e0 legittimit\u00e0, la violenza non costruisce pace. E noi lo diciamo con ancora pi\u00f9 forza: mai pi\u00f9 la guerra. Mai pi\u00f9!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Chi si \u00e8 sacrificato per liberare l\u2019Europa dal nazifascismo ci affida ancora oggi un compito preciso: non dimenticare la lezione di chi ha immaginato un\u2019Europa unita proprio perch\u00e9 non si sparasse mai pi\u00f9, nemmeno un colpo di pistola. Per decenni \u00e8 stato cos\u00ec. Ed \u00e8 stato uno straordinario successo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come ricorda Romano Prodi, l\u2019Europa unita \u00e8 il luogo in cui un insieme di minoranze ha imparato a vivere in pace, senza che nessuna prevalesse sulle altre. \u00c8 questo il modello che dobbiamo difendere oggi, mentre qualcuno torna a pensare che siano le armi a decidere il destino dei popoli.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>No. Il destino dei popoli si decide con la democrazia, con il diritto, con la cooperazione. E qui veniamo al lavoro. Il Primo Maggio non \u00e8 una celebrazione rituale. \u00c8 una chiamata alla responsabilit\u00e0. Le conquiste del lavoro \u2014 i diritti, le tutele, la dignit\u00e0 \u2014 sono il frutto di decenni di lotte. Di sacrifici. Di organizzazione. Di coraggio. E il lavoro non \u00e8 soltanto reddito. Non \u00e8 soltanto occupazione. Come ci ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:\u00a0 \u201cIl lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro. Contribuisce a far mettere radici, a renderci artefici, protagonisti, responsabili della societ\u00e0 che lasciamo a figli e nipoti.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ecco perch\u00e9 difendere il lavoro significa difendere la democrazia. Significa difendere il futuro. Lo vediamo anche nel nostro territorio: penso alla crisi della Star Tech emersa in queste ore a Trieste, ai 320 lavoratori lasciati nell\u2019incertezza. Dietro ogni numero c\u2019\u00e8 una persona, una famiglia, una vita sospesa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E poi c\u2019\u00e8 una trasformazione ancora pi\u00f9 profonda: quella dell\u2019intelligenza artificiale. Una rivoluzione che, nel giro di pochi anni, pu\u00f2 cancellare milioni di posti di lavoro, certo ricreando altri che per\u00f2 non sappiamo ancora immaginare, ma che certamente ridefinir\u00e0 completamente il nostro modello sociale. Forse una trasformazione paragonabile solo alla rivoluzione industriale. Di fronte a tutto questo, la politica sembra spesso distratta. Ripiegata su piccole polemiche, su baruffe inutili. Mentre il mondo cambia a una velocit\u00e0 che non aspetta nessuno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E allora dobbiamo dircelo con chiarezza: oggi serve la stessa energia, la stessa passione, la stessa determinazione di chi ha fatto la Resistenza e di chi ha ricostruito questo Paese dalle macerie. Perch\u00e9 lo dobbiamo ai nostri figli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non illudiamoci: le conquiste democratiche possono essere erose poco a poco, quasi senza accorgercene. E spetta a ciascuno di noi impedirlo. Alcide De Gasperi lo diceva con parole semplici e potentissime: la democrazia non vive solo nelle istituzioni. Vive nell\u2019impegno quotidiano di ciascuno. Almeno un\u2019ora al giorno, diceva, va dedicata alla comunit\u00e0. C\u2019\u00e8 chi allena una squadra di bambini, chi fa volontariato, chi canta in un coro, chi si impegna in parrocchia o nell\u2019associazionismo, chi opera nel sindacato, nelle categorie, nei partiti, nelle istituzioni. Sono tutte forme di partecipazione. Sono tutte forme di cura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E senza questa rete di relazioni, senza questa responsabilit\u00e0 diffusa, la democrazia si svuota. Perch\u00e9 \u2014 come diceva Giorgio Gaber \u2014 la libert\u00e0 \u00e8 partecipazione. E lo \u00e8 anche la democrazia. Una societ\u00e0 \u00e8 davvero democratica quando \u00e8 uno spazio di cooperazione, non un\u2019arena di conflitto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Oggi vediamo scontrarsi due visioni del mondo. Una visione \u201ca somma zero\u201d: per avere di pi\u00f9, qualcuno deve perdere. E allora si combatte, si divide, si alzano muri. E una visione \u201ca somma positiva\u201d: cooperando si crea valore, la torta cresce, e tutti possono stare meglio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Noi sappiamo da che parte stare. E sappiamo anche che la prima visione, oggi, sembra purtroppo prevalere. Quando si parla di territori da contendersi o di stretti da bloccare. Ma proprio per questo il nostro impegno \u00e8 ancora pi\u00f9 necessario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Quest\u2019anno celebriamo gli ottant\u2019anni della Repubblica. Ottant\u2019anni di libert\u00e0, di diritti, di crescita democratica. Ed \u00e8 arrivato il momento di riconoscere pienamente il ruolo decisivo e paritario delle donne nella vita del nostro Paese. Le 21 Madri Costituenti non sono una nota a margine della storia. Sono parte fondamentale della nostra democrazia. Vi invito a visitare la mostra dedicata a loro che abbiamo da poco inaugurato in Consiglio regionale: \u00e8 un modo concreto per capire da dove veniamo e dove dobbiamo andare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E voglio chiudere proprio con le parole di due di quelle straordinarie donne. Teresa Mattei ci ha ricordato che \u201cil pi\u00f9 grande monumento alla libert\u00e0, alla giustizia, alla Resistenza, all\u2019antifascismo e al pacifismo \u00e8 la nostra Costituzione\u201d. E oggi tocca a noi difenderla. Renderla viva ogni giorno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E Elettra Pollastrini aggiungeva: \u201csaranno le masse popolari a imporre la fine delle prepotenze, a difendere la libert\u00e0, a orientare la politica verso la pace, il progresso civile, la realizzazione\u00a0 concreata della Costituzione repubblicana\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ecco il nostro compito. Siamo qui, a ottant\u2019anni dalla Liberazione, per dire che la storia non deve tornare indietro. Per dire che la pace \u00e8 una scelta. Per dire che la democrazia \u00e8 una responsabilit\u00e0. Per dire che il lavoro \u00e8 dignit\u00e0. E che tutto questo dipende, ogni giorno, da ciascuno di noi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vesel prvi maj vsem<\/em>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla tradizionale festa del Primo Maggio di San Floriano del Collio (\u0160teverjan) gli oratori principali sono stati la presidente regionale della SKGZ Nives Cossutta, e il vicepresidente del Consiglio regionale del FVG Francesco Russo. Pubbliciamo l\u2019intervento di Francesco Russo. Dragi prijatelji in dragi tovari\u0161i. 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