{"id":44053,"date":"2026-05-04T22:58:30","date_gmt":"2026-05-04T22:58:30","guid":{"rendered":"https:\/\/skgz.org\/?post_type=news&#038;p=44053"},"modified":"2026-05-25T09:58:59","modified_gmt":"2026-05-25T09:58:59","slug":"nives-cossutta-la-lingua-e-lidentita-sono-una-ricchezza-dello-spazio-europeo-comune","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/skgz.org\/it\/news\/nives-cossutta-la-lingua-e-lidentita-sono-una-ricchezza-dello-spazio-europeo-comune\/","title":{"rendered":"Nives Cossutta: \u201cLa lingua e l\u2019identit\u00e0 sono una ricchezza dello spazio europeo comune\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Alla tradizionale festa del Primo Maggio di San Floriano del Collio (\u0160teverjan) gli oratori principali sono stati la presidente regionale della SKGZ Nives Cossutta, e il vicepresidente del Consiglio regionale del FVG Francesco Russo. Pubbliciamo l\u2019intervento di Nives Cossutta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Care partecipanti e cari partecipanti, ospiti, rappresentanti delle organizzazioni, care cittadine e cari cittadini di \u0160teverjan,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>innanzitutto grazie per l\u2019invito e per questa occasione di riflettere insieme sul momento che stiamo vivendo, sulle numerose sfide e forse anche sulle prospettive che riguardano la comunit\u00e0 slovena e pi\u00f9 in generale la societ\u00e0 in cui viviamo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Appartengo a quella fortunata generazione nata dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale, cresciuta e vissuta in un lungo periodo di pace, di sviluppo economico e sociale, che ci ha garantito condizioni di vita estremamente positive. Una generazione che ha potuto respirare a pieni polmoni i valori democratici e la libert\u00e0, conquistati da coloro che prima di noi scelsero i valori dell\u2019antifascismo come necessaria controparte ai vent\u2019anni bui del fascismo, del nazismo, della discriminazione razziale e dell\u2019odio. Valori sui quali si fonda e opera anche la nostra organizzazione, la SKGZ.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La mia generazione ha avuto la possibilit\u00e0 di vivere a contatto con persone che hanno conosciuto sulla propria pelle gli orrori della guerra: questa vicinanza diretta ha rafforzato in noi la consapevolezza e la gratitudine verso coloro che scelsero il coraggioso cammino della lotta contro il nazifascismo, del movimento di liberazione nazionale, scegliendo la parte giusta della storia. Allo stesso tempo abbiamo avuto le condizioni per costruirci una vita indubbiamente migliore di quella dei nostri genitori, grazie a un pi\u00f9 facile accesso all\u2019istruzione, a un lavoro stabile e dignitoso, a condizioni di vita confortevoli che dagli anni Cinquanta hanno permesso un avanzamento sociale soprattutto del ceto medio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Eravamo convinti che il mondo potesse solo migliorare, che le aree pi\u00f9 povere del pianeta avrebbero lentamente migliorato le proprie condizioni di vita, che le disuguaglianze e le ingiustizie sociali ed economiche si sarebbero gradualmente ridotte. Credevamo profondamente che entit\u00e0 internazionali come le Nazioni Unite o l\u2019Unione Europea fossero vere garanzie per un mondo migliore. Pensavamo che l\u2019ordine internazionale nato dalle macerie della Seconda guerra mondiale ci avrebbe concretamente protetti da ogni rischio di predominio del pi\u00f9 forte e del pi\u00f9 ricco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Oggi tutte queste nostre convinzioni sono seriamente messe in discussione. Il mondo che ci circonda \u00e8 inquietante, e la paura che gli equilibri che ritenevamo solidi e duraturi possano sgretolarsi \u00e8 sempre pi\u00f9 percepibile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo scenario internazionale \u00e8 gravissimo: numerosi focolai di guerra, dall\u2019Ucraina al Medio Oriente, ci ricordano quotidianamente il rischio concreto di un terzo conflitto mondiale; il mancato rispetto del diritto internazionale rende quasi impossibile ogni forma di negoziato civile; l\u2019atteggiamento disumano e distruttivo verso alcuni territori e popoli, come accade a Gaza, suscita indignazione. Il modo in cui le autorit\u00e0 e le istituzioni cosiddette \u201cdemocratiche\u201d trattano i migranti e le persone in fuga da condizioni di vita insostenibili \u00e8 in contrasto con ogni principio umano e umanitario. Si accentua la marginalizzazione delle aree pi\u00f9 povere e meno sviluppate del mondo, in totale contraddizione con le idee di solidariet\u00e0, inclusione, dignit\u00e0, uguaglianza e giustizia \u2014 principi che sono anche i valori del Primo Maggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro mondo \u00e8 sempre pi\u00f9 ostile, verso l\u2019essere umano e verso la natura. L\u2019odio, la violenza, la prevaricazione del pi\u00f9 forte sono espressioni di una deumanizzazione che non riguarda solo le persone comuni, ma anche i leader mondiali. Un quadro desolante, che ci spinge sempre pi\u00f9 in un sentimento di impotenza e paura. \u201cL\u2019Europa \u00e8 il manicomio della civilt\u00e0 e dell\u2019iper-intellettualismo. La sua crisi \u00e8 una sola: la crisi dell\u2019umanit\u00e0!\u201d scriveva Kosovel all\u2019inizio del secolo scorso, parole che oggi suonano sorprendentemente attuali.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nonostante questo quadro difficile, qualcosa tuttavia si muove. L\u2019esito del referendum sulla cosiddetta riforma della giustizia in Italia ha dimostrato che una massa critica sa reagire quando sono in gioco questioni fondamentali e serie. Anche come SKGZ ne eravamo consapevoli e abbiamo sostenuto convintamente il No. Quando i diritti costituzionali fondamentali sono in pericolo, qualcosa si risveglia anche nell\u2019opinione pubblica pi\u00f9 assopita. I segnali di una nuova consapevolezza che emerge nel tessuto sociale, soprattutto tra le giovani generazioni che alzano la voce per la pace e contro ogni forma di fascismo e di distruzione dell\u2019essere umano, sono importanti e non vanno ignorati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Alcuni vorrebbero convincerci che noi Sloveni in Italia dovremmo occuparci solo delle questioni che ci riguardano da vicino e che per risolverle dovremmo affidarci a qualsiasi interlocutore. Io credo fermamente che non sia cos\u00ec: se vogliamo essere una parte paritaria e attiva della realt\u00e0 regionale, se vogliamo essere cittadini a pieno titolo, anche i problemi pi\u00f9 ampi sono i nostri problemi: la sanit\u00e0 pubblica, le difficolt\u00e0 della scuola, lo smantellamento dello stato sociale, le sfide tecnologiche, i dilemmi dello sviluppo del nostro territorio, i cambiamenti climatici che trasformano il nostro ambiente, la crisi economica ed energetica mondiale generata dai conflitti. Tutto questo riguarda anche noi e merita una chiara presa di posizione politica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cos\u00ec come sentiamo nostri anche gli avvenimenti in Slovenia. Uno Stato giovane e piccolo \u00e8 consapevole dei rischi che i conflitti mondiali ed europei rappresentano per esso. Non ci \u00e8 indifferente quale governo nascer\u00e0 in Slovenia: desideriamo che prevalgano programmi orientati al dialogo, alla pace e alla convivenza, a un ordine sociale solidale, capace di coniugare sviluppo, giustizia sociale, pluralismo e visione democratica. Ci aspettiamo che gli Sloveni fuori dai confini continuino a essere trattati con senso di responsabilit\u00e0 statale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In coerenza con ci\u00f2 che accade attorno a noi, anche noi Sloveni in Italia viviamo una profonda crisi. Non abbiamo una visione chiara del nostro futuro, cosa comprensibile nelle difficili condizioni attuali. I numeri e il trend demografico negativo ci avvertono che siamo sempre pi\u00f9 deboli: proprio per questo avremmo bisogno di una forza diversa, basata sulla qualit\u00e0, sulla collaborazione seria e leale, sulla progettazione comune e concreta. Le energie nella nostra comunit\u00e0 sono minori, e proprio per questo dobbiamo raccoglierle e unire il meglio. Come ha ricordato la presidente della Repubblica di Slovenia riguardo all\u2019attuale incertezza politica, anche noi Sloveni in Italia dobbiamo individuare priorit\u00e0 comuni e trovare un linguaggio condiviso per raggiungerle.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L<em>a Capitale Europea della Cultura Nova Gorica\u2013Gorizia \u00e8 stata, in questo senso, una conquista storica. Abbiamo dimostrato \u2014 e voi qui sul Goriziano lo avete dimostrato in modo particolare che:<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>le aree periferiche possono diventare modello di convivenza, dialogo e cooperazione;<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>la dimensione transfrontaliera \u00e8 un nuovo paradigma di sviluppo sociale, culturale ed economico;<\/em><\/li>\n\n\n\n<li><em>le minoranze possono svolgere un ruolo decisivo grazie alla loro vitalit\u00e0 e capacit\u00e0 di collegamento.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><em>Si tratta di obiettivi molto importanti, una vera luce che nel mondo di oggi indica chiaramente la direzione da seguire per il bene comune. Nonostante i progressi, il superamento del confine non \u00e8 ancora pienamente realizzato: proprio nel giorno della festa dei lavoratori constatiamo che i lavoratori transfrontalieri sono ancora troppo poco tutelati e pagano il prezzo pi\u00f9 alto per la sospensione del sistema Schengen; il loro lavoro e la loro vita restano troppo spesso intrappolati negli ingranaggi della burocrazia interstatale. Senza parlare delle difficolt\u00e0 di chi studia in uno dei due Paesi e non gode di un riconoscimento automatico che gli permetterebbe di utilizzare senza ostacoli le proprie competenze.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Primo Maggio \u00e8 la festa delle lavoratrici e dei lavoratori, che richiama diritti, dignit\u00e0 e giustizia sociale anche tra i generi e tra le generazioni. Le differenze nelle condizioni di lavoro sono ancora evidenti, e le donne non hanno ancora le stesse opportunit\u00e0 degli uomini. L\u2019accesso a un lavoro di qualit\u00e0, a pari opportunit\u00e0, alla sicurezza sociale e a salari dignitosi \u00e8 un fattore decisivo anche per la scelta dei giovani di restare nelle proprie comunit\u00e0 o emigrare. Anche queste questioni toccano indirettamente la nostra comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Primo Maggio \u00e8 anche la festa che sottolinea simbolicamente l\u2019idea di solidariet\u00e0. La storia delle minoranze in Europa \u00e8 strettamente legata allo sviluppo del concetto di diritti umani, in cui i diritti culturali e linguistici sono diventati parte integrante di una pi\u00f9 ampia idea di giustizia sociale. In questo senso la tutela della lingua slovena in Italia non \u00e8 solo una questione culturale, ma anche una questione di uguaglianza e inclusione. Le generazioni pi\u00f9 anziane vedono spesso la lingua come fondamento dell\u2019identit\u00e0 e della sopravvivenza storica della comunit\u00e0, mentre i pi\u00f9 giovani sviluppano pi\u00f9 frequentemente un\u2019identit\u00e0 \u201cibrida\u201d, in cui lo sloveno non \u00e8 l\u2019unico ma uno dei diversi elementi equivalenti (insieme all\u2019italiano e spesso all\u2019inglese). Non \u00e8 necessariamente una perdita di identit\u00e0, ma un cambiamento nel modo di esprimerla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In conclusione, possiamo dire che oggi la minoranza slovena in Italia vive in uno spazio sospeso tra una tutela giuridica stabile e dinamici cambiamenti sociali. La sua pi\u00f9 grande peculiarit\u00e0 \u00e8 proprio la natura transfrontaliera e plurilingue, che supera i confini nazionali tradizionali. Viva il Primo Maggio, e che assuma un significato sempre pi\u00f9 ampio: simbolo di una societ\u00e0 che si impegna per pari opportunit\u00e0, giustizia sociale e multiculturalit\u00e0 inclusiva, in cui lingua e identit\u00e0 non sono un ostacolo, ma una ricchezza dello spazio europeo comune.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla tradizionale festa del Primo Maggio di San Floriano del Collio (\u0160teverjan) gli oratori principali sono stati la presidente regionale della SKGZ Nives Cossutta, e il vicepresidente del Consiglio regionale del FVG Francesco Russo. Pubbliciamo l\u2019intervento di Nives Cossutta. Care partecipanti e cari partecipanti, ospiti, rappresentanti delle organizzazioni, care cittadine e cari cittadini di \u0160teverjan, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":44039,"template":"","news-type":[],"class_list":["post-44053","news","type-news","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/skgz.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/news\/44053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/skgz.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/news"}],"about":[{"href":"https:\/\/skgz.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/news"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/skgz.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44039"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/skgz.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"news-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/skgz.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/news-type?post=44053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}